La lettera: Genova non è la città di chi spara sui nomadi
Gli studenti di “Università Solidale” - Comunità di Sant’Egidio
12.07.15 – “Il Secolo XIX”
Il campo rom di via dei Muratori
Genova - Leggiamo in queste ore dell’episodio che ha coinvolto l’insediamento di famiglie rom romene in via Muratori, a Cornigliano : nella notte di martedì un uomo ha sparato alcuni colpi con un fucile ad aria compressa in direzione delle roulotte.Non sappiamo i contorni di questa vicenda: le motivazioni, i particolari.
Conosciamo però molto bene le famiglie che abitano accanto a Villa Bombrini, che frequentiamo da anni.
In particolare in questi mesi siamo diventati amici dei bambini e dei ragazzi, che incontriamo tre volte la settimana alla Scuola della Pace, un doposcuola gratuito per i bambini di Cornigliano: abbiamo aiutato i genitori ad iscriverli a scuola, li sosteniamo nello studio e lavoriamo per costruire uno spazio di amicizia con gli altri bambini del quartiere. Spesso, il sabato mattina, li aiutiamo a farsi una doccia calda e la settimana scorsa insieme a loro e a tutti gli altri bambini della Scuola della Pace siamo stati in vacanza al mare.
Anche noi, come tutti, percepiamo il clima di ostilità che circonda il popolo rom. Come tutti siamo cresciuti immersi nella paura e nel disprezzo verso gli zingari, disprezzo che sembra quasi indiscutibile nel pensiero comune del nostro Paese, che l’istituto americano Pew ha recentemente indicato come uno dei più razzisti in Europa. Ecco, trascorrere quei giorni insieme ai bambini rom ci ha molto colpito ed ha come ribaltato tanti timori e tanti pregiudizi: dietro ai corpi magri e ai vestiti poveri, abbiamo scoperto ragazzini simpatici, intelligenti, appassionati allo studio, pieni di curiosità e di desiderio di imparare, innamorati del nostro Paese, entusiasti dell’amicizia con giovani italiani. Quei bambini sui quali si riversa il linguaggio violento e volgare dei blog o delle conversazioni sugli autobus, sono piccoli terribilmente normali, del tutto uguali ai nostri fratelli minori.
Ma questi bambini hanno anche paura: paura delle macchine che sfrecciano accanto alle loro roulotte, paura di chi gli può fare del male, paura di chi li disprezza o li deride senza sapere niente di loro. Poche ore dopo l’episodio degli spari, abbiamo sentito per telefono alcune famiglie del campo che ci hanno raccontato il terrore dei loro figli. Nelle loro voci, però, abbiamo anche sentito la rassegnazione di chi si è abituato alla violenza e all’umiliazione.
Tramite il Secolo XIX vorremmo dire che questa città non è di chi spara a gente innocente. Questa città non è di chi vomita odio su qualche sito Internet. Questa città non è nemmeno di chi ha responsabilità politiche ed insegue il consenso indicando in poche decine di povere persone la causa del degrado e della povertà di un quartiere (mentre forse il degrado nasce proprio da questa politica senza spina dorsale).
Lo diciamo con umiltà, ma anche con convinzione: questa città è anche un po’ la nostra. Noi siamo cittadini genovesi, studiamo qui e qui vogliamo vivere e non ci possiamo rassegnare a vivere in un luogo in cui si permette che la crisi e tante difficoltà oggettive logorino l’umanità e la capacità di indignarsi di fronte al male. Questa è anche la città delle maestre della scuola, che, silenziosamente, si impegnano tutti i giorni molto oltre il loro lavoro per non perdere questi bambini, convinte che questo sia il ruolo dell’istruzione pubblica. Ed è anche la città di questi bambini, che vorrebbero semplicemente vivere, studiare, avere le opportunità di tutti. Il grado di sviluppo di una città si misura anche guardando al modo in cui è capace di trattare i più fragili e ad accogliere i piccoli. E dalla fermezza con cui è capace di unirsi percondannare la violenza – fisica e verbale – verso gente innocente. Questa condanna oggi è l’unica cosa da fare: subito e senza tentennamenti. Partiamo da qui per ritrovare tutti qualcosa che ci unisce e per iniziare a costruire una città migliore.
I firmatari
Andrea Ponte, Andrea Provvedi, Beatrice Becchimanzi, Benedetta
Etzi, Brunilda Kajana, Carlotta Rivella, Cecilia Gonella, Cristina Coviello,
Davide Cuneo, Edoardo Barraco, Elisa Costa, Elisa Coviello, Elisa Enrile,
Fernanda Palacios, Francesca Rivella, Giorgia Chiossone, Giovanna Valle, Giulia
Aghemio, Giulia Musso, Ilaria Busca, Ilaria Ghidotti, Ilaria Nucifora, Irene
Tonizzi, Josue Melara Bonilla, Lorenzo Granone, Luca Rocchetta, Luca Palazzo,
Manuela Podda, Margherita Maschio, Maria Laura Poletti, Matteo Ballostro,
Matteo Contini, Monica Beghello, Nicolò Lamarra, Ninthujan Gunanathan, Roberta
Chiossone, Sara Pupo, Sergio Bosi, Xhulia Kajana
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